1968
novembre 14, 2017
1970
novembre 14, 2017

22 marzo, Berna: si inaugura “Live in your head. When attitudes become form”, a cura di Harald Szeemann. La storica mostra mette a confronto le nuove tendenze americane ed europee, Conceptual Art, Land Art e Arte Povera. AB espone Alighiero prende il sole a Torino il 24-2-1969, Tavelle, Luna (opera scomparsa). In catalogo, nelle schede messe a sua disposizione, aggiunge fotografie di altre opere (anch’esse oggi scomparse), Sole meunière, Tritella e un suo doppio autoritratto fotografico: lui stesso sdraiato sul suolo dello studio accanto al Ritratto in negativo di pietra.

Alighiero Boetti vicino al suo Autoritratto in negativo, 1969

Il 19 aprile, alla prima personale nella Galleria Sperone, AB presenta tre opere di fattura eterogenea: Io prendo il sole a Torino il 24-2-1969 (secondo titolo, che diventerà Io che prendo il sole a Torino il 24-2-1969), Ritratto di Walter De Maria, Vetrata (la quale, ridotta nelle misure, diventerà Niente da vedere niente da nascondere). L’invito su cartoncino riproduce la fotografia San Bernardino, ritratto di Boetti con una mano aperta e l’altra chiusa.

Alighiero Boetti alla sua batteria nella galleria Sperone,1969, foto Paolo Mussat Sartor

Maggio, sempre Galleria Sperone: AB partecipa alla collettiva “Disegni e progetti” con Territori occupati, opera ricamata su canovaccio, che riprende la prima delle “forme” geo-politiche avviate nel 1967; l’esecuzione materiale del ricamo è affidata ad Annemarie Sauzeau.
Nella primavera lasciai lo studio che avevo a Torino, era diventato un deposito di materiali, eternit, cementi, pietre… lasciai tutto così com’era. Presi la carta quadrettata. Il Cimento dell’armonia e dell’invenzione consiste nel rifare i quadratini”.

AB inizia una nuova serie di lavori. Il primo esemplare di Cimento dell’armonia e dell’invenzione si chiamava anche 42 ore ed era completato dalla registrazione del silenzio e dei rumori fievoli, durante il tempo di lavorazione: verrà esposto a fine settembre nella mostra “Prospect 69”, alla Stadtische Kunsthalle di Düsseldorf. Il titolo di questo tipo di disegno si riferisce all’opus n. 8 di Vivaldi, che contiene i dodici concerti tra cui le Quattro stagioni, e a una tipologia di musica suonata da AB stesso: “all’epoca Alighiero faceva molta musica, suonava i tablà esercitandosi a composizioni basate sulla proliferazione dei numeri come ritmi musical. ‘Cimento’ significava per lui questo tipo di esercizio, come fare le scale musicali, un ‘cimento’ anche su carta”.

15 luglio, Torino: nasce il primo figlio, Matteo. Nell’estate AB inizia un lavoro in progress, i Viaggi postali: crea venticinque percorsi virtuali per venticinque “viaggiatori”, amici, collezionisti, artisti, tra cui Marcel Duchamp (da poco scomparso), Bruce Naumann (conosciuto in occasione della mostra “Live in your head. When attitudes become form”), l’amico Paolini, il critico Argan e il neonato Matteo.

Il lavoro consiste nel far viaggiare in varie tappe, centottantuno in totale, i destinatari di lettere che non potranno ricevere, visto che non sono rintracciabili agli indirizzi prescelti. Le lettere tornate al mittente, AB, vengono incluse in buste di formato sempre maggiore per raggiungere le tappe successive previste (l’itinerario completo è contenuto nella prima busta).

Il risultato è duplice: da un lato le venticinque buste finali contenenti tutte quelle precedenti costituiscono un’opera unica, i Viaggi Postali; dall’altro le “xerocopie” recto-verso delle buste, di volta in volta eseguite prima di spedire nuovamente la lettera, testimoniano le centottantuno tappe, costituendo il Dossier Postale, edizione di 99 esemplari composta di ben trentaseimila xerocopie, curata da AB e da Clino Trini Castelli. Il Dossier postale racconta i venticinque viaggi immaginari rinchiusi nei plichi finali. La numerazione di ogni esemplare appare, sempre al fascicolo centottantuno, in un timbro, ideato da Clino Trini Castelli, che fa riferimento al “fascicolo 104”, ovvero l’ultima tappa del viaggio di Bruce Nauman.
È uno dei più bei lavori che abbia fatto. Complicatissimo, è durato un anno”.

Nell’autunno partecipa a diverse collettive, con particolare riguardo ai cataloghi che, allora, venivano considerati dagli artisti stessi come opere, interventi d’arte autonomi.

Realizza i “ritratti” xerox Autoritratto e Ritratto di Annemarie, rispettivamente costituiti da dodici e undici fogli in fotocopia, in cui appare sempre il viso dell’artista intento a comunicare tramite alfabeto muto. Si dedica ad altre sperimentazioni, utilizzando sempre la macchina fotocopiatrice, ad esempio facendo camminare dei pulcini sulla superficie dell’apparecchio.
Andavo nello show-room della Rank Xerox e pagavo le mie cento lire a copia…”.

Su un vecchio planisfero stampato in bianco e nero, AB colora i territori dei vari stati secondo le rispettive bandiere.
Questo Planisfero politico (in due varianti) costituisce l’idea di partenza sviluppata dal 1971 in poi nelle Mappe ricamate.

Nello stesso tempo prevede di far fare un mappamondo di notevoli dimensioni che mostri solo i rilievi e le profondità marine, senza la presenza delle acque: i contorni dei continenti non avrebbero potuto essere percepibili, l’effetto doveva essere simile alla superficie lunare. L’opera non venne mai realizzata per l’impossibilità di ottenere i dati scientifici esatti delle profondità marine, non reperibili per censure internazionali dovute alla guerra fredda. Esistono due piccoli rilievi in gesso, frammenti-prove del progetto iniziale.

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