1988
novembre 14, 2017
1990
novembre 14, 2017

Dopo i ritmi intensi di lavoro che avevano caratterizzato gli anni precedenti, in cui AB portava avanti parallelamente l’esecuzione dei disegni su carta e la delega dei ricami e delle biro, ha inizio una stagione essenzialmente di promozione e di esposizione: AB è presente in diverse importanti mostre, sia personali che collettive, soprattutto nel contesto europeo.

Magiciens de la terre - Barang e Boetti 1989, courtesy André Magnin

Inaugurazione di «I magiciens de la terre» al Centre Georges Pompidou a Parigi. AB con il sufi Barang e Esther Mahlangu. Courtesy André Magnin

AB con una sua carta pieghettata in studio al Pantheon. foto Randi Malkin Steinberger

AB con una sua carta pieghettata in studio al Pantheon. foto Randi Malkin Steinberger

Tra le mostre personali: 12 gennaio, Bruxelles, Galleria Lucien Bilinelli: si inaugura la personale “Alighiero e Boetti” con diversi ricami di grandi dimensioni (in particolare quelli con scritte strutturate a forma di croce in bianco e nero) e Tutto, tipologia anch’essa ripresa ormai a Peshawar. Per l’occasione, l’artista scrive al gallerista:
Caro Lucien, per non disperdermi e diluirmi devo stare fermo per poi nuovamente partire in nuovi spazi e sentire il vento che si separa dalla punta del naso e poi gli zigomi e orecchie ed il sibilo che diventa più forte per poi nuovamente allontanarsi e diluendosi disperdersi”.
Il 21 marzo, a Londra, la Edward Totah Gallery presenta una personale intitolata “Alighiero e Boetti”, nel cui contesto risalta in particolare il polittico Cartoline astratte, composto da nove fogli coloratissimi.

Personale da Toselli, giugno 1989 Foto Colombo

AB all’inaugurazione della personale presso la Galleria Toselli a Milano – Courtesy Archivio Alighiero Boetti

L’8 giugno la Galleria Toselli di Milano inaugura “Cieli ad Alta Quota”, un’ampia rassegna con opere risalenti agli anni settanta fino al nuovo ciclo di lavori che dà il titolo alla mostra: si tratta di Aerei su carta da disegno, realizzati a matita e acquarello da Guido Fuga, il coideatore dell’iniziale trittico del ’77. Questi Cieli ad alta quota sono composizioni decisamente preziose, ognuna assolutamente diversa dall’altra.
Cieli ad Alta Quota, uno spazio dove inizia il vuoto, dove le parallele vanno ad incontrarsi e conoscersi per la prima volta, dove i colori si polverizzano ed il poco ossigeno favorisce incontri straordinari e visioni celestiali”.

Tra le collettive, il 20 gennaio al PAC di Milano, in “Verso l’Arte Povera. Momenti e aspetti degli anni ’60 in Italia” AB espone tre pezzi storici (Zig Zag, Ping Pong e Io che prendo il sole a Torino il 19 gennaio 1969); la mostra itinerante proseguirà a Lione, allestita nell’Espace Lyonnais d’Art Contemporain.

A Parigi in maggio, tra il Centre Georges Pompidou e la Grande Halle della Villette, si apre la storica esposizione “Les Magiciens de la terre”, ideata e curata da Jean-Hubert Martin. Si tratta della prima mostra di arte contemporanea a carattere “mondiale”: vengono selezionati un centinaio di artisti, provenienti da culture molto diverse, così AB entra in contatto diretto con artisti appartenenti a tradizioni estranee alla cultura occidentale e con un tipo di produzione che si avvicina all’artigianato e alla ritualità sacrale.

Espone 51+1, cinquantuno grandi ricami quadrati – una sala intera – in cui i suoi testi italiani si mescolano con quelli persiani di Sufi Barang, che giunse dal Pakistan appositamente per l’inaugurazione.

È in quell’occasione che André Magnin, l’assistente di J.-H. Martin, notando le sottili affinità tra la poetica di AB e quella dell’africano Bruly-Bouabré, avvia un progetto che li coinvolgerà entrambi (esposizione “Words and envisioned: Alighiero e Boetti, Frederic Bruly Bouabré”, Dia Centre for the Arts, New York, 6 ottobre 1994 – 25 giugno 1995, a cura di Lynne Cooke e André Magnin).

“L’arte sarebbe forse altrettanto arbitraria e riduttiva come qualsiasi altra forma di griglia imposta sulla realtà? Boetti risponde invocando il nomadismo, che riguarda le modalità della rappresentazione e quelle dell’esistenza. Anticipando le teorie della trans-avanguardia, sviluppa un vero e proprio ‘elogio della fuga’ e dello spostamento geografico, rigenerando di continuo la propria ispirazione a contatto con altre culture. Boetti rimarrà inafferrabile: per la sua partecipazione alla mostra ‘Les Magiciens de la terre’ sbarca all’inaugurazione con uno dei suoi amici, un poeta sufi, silenzioso, al suo fianco… e tra l’altro, in questo momento, dove sarà Boetti?.

AB con Salman Ali e il sufi Barang all’inaugurazione di « I magiciens de la terre » a Parigi, foto di Agata Boetti

AB con Salman Ali e il sufi Barang all’inaugurazione di « I magiciens de la terre » a Parigi, foto di Agata Boetti

In novembre al Musée de la Ville de Paris si tiene la collettiva “Art conceptuel, Une perspective”, a cura di Benjamin Buchloh e Seth Sigelaub. L’esposizione comprende opere di arte concettuale, e i critici selezionano trentotto artisti tra i quali, per l’Italia, Anselmo, Boetti, Manzoni e Prini. AB espone due opere: una ripresa del 1986 del dittico Rosso Guzzi Rosso Gilera (ideato nel ’67) e l’immenso ricamo bianco/nero de I Mille Fiumi più lunghi del mondo (280 x 420 cm) presentato a Ravenna nell’84.

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