1985
novembre 14, 2017
1988
novembre 14, 2017

Febbraio, Nouveau Musée di Lyon-Villeurbanne: grande antologica di più di cinquanta opere, organizzata da AB in collaborazione con Giovan Battista Salerno. Il titolo, “Alighiero e Boetti. Insicuro noncurante”, riprende quello del portfolio del 1976 adottandone lo stesso spirito di documentazione sistematica circa le proprie tecniche e di rivisitazione delle tappe essenziali del lavoro svolto fino a quel momento.

Alighiero Boetti alla Biennale di Venezia, 1986. Foto Graziano Arici

Per l’occasione realizza ed espone una nuova versione di tre opere del periodo Arte Povera: Pavimento, Rotolo e Niente da vedere niente da nascondere. Da notare che nel catalogo della mostra (in copertina, una spiritosissima fotografia di AB nascosto in mezzo a una moltitudine di studenti giapponesi) Salerno pubblica, accanto alle immagini delle singole opere, un inizio di glossario intitolato Manuale della conoscenza che era destinato a divenire un testo in fieri su tutta l’opera di AB, ma rimase incompiuto.

L’esposizione verrà ripresa, con lo stesso titolo in italiano, ma con varianti alle opere esposte, sia a Nizza, nella sede di Villa Arson, che a Eindhoven, nello Stedelijk van Abbemuseum.

AB prende il sole a Todi, 1986.
Foto Alessandra Bonomo

Tra aprile e maggio si collocano due esposizioni personali dove sono presenti molte opere su carta che esemplificano lo spirito “giapponese” del periodo, caratterizzate da tratti veloci rossi o blu eseguiti con inchiostro di china: “La natura una faccenda ottusa” nella Galleria Pietro Sparta di Chagny; “Esercizi 1986” nella Galleria Susan Wyss di Zurigo.

Nei disegni, come sempre, parola e tratto si compenetrano. Tra le opere esposte, si scorrono testi come “Andare contro tempo e contro vento e sentire il profilo del vento; andare con il tempo presente senza i veleni del passato, senza il miele del futuro”. “Alighiero e Boetti nella limpida, chiara luminosa ed attesa primavera dell’anno millenovecentoottantasei qui a Roma pensando ai giardini d’Oriente e tempo d’Oriente”.

Invito della mostra «Esercizi’86», Zurigo. Courtesy Susan Wyss.

Invito della mostra «Esercizi’86», Zurigo. Courtesy Susan Wyss.

Partecipa per la terza volta alla Biennale di Venezia, nella sua XLII edizione: AB è presente, nella mostra curata da Maurizio Calvesi “Arte e Scienza”, con una selezione di opere degli anni sessanta e settanta, tra cui Gemelli (1968), un’opera a biro dal titolo 1974 e un esemplare del 1977 di L’Orologio annuale.

Dall’estate AB ha assunto un collaboratore molto qualificato, il giovane studioso Massimo Minninni, incaricato di seguire personalmente l’organizzazione delle mostre e di mettere ordine nella documentazione delle opere. Compito arduo…

inaugurazione di « Alighiero e Boetti, insicuro noncurante », Nouveau musée di Villeurbanne, Francia con (da sinistra) A.Bonomo, Boetti, Giulio Paolini, C. Stein, G. Benedetti. Foto di Giorgio Colombo.

“AB vendeva senza tener documentazione, chiamava poco il fotografo salvo su insistenza dei galleristi prima di una mostra, per stampare il catalogo. Fotografie scattate nello studio o nel contesto di certe esposizioni sono dovute alle iniziative spontanee di fotografi, in particolare Giorgio Colombo. Nella sua grande generosità, AB regalava schizzi, disegni e fotografie. Ho dovuto rinunciare presto a memorizzare, cioè a schedare un vero archivio di fotografie, cataloghi e recensioni”.

Alla fine dell’anno AB partecipa con Contatore del 1966 alla collettiva “Il Cangiante”, allestita negli spazi del PAC di Milano e curata da Corrado Levi.

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