1997
novembre 19, 2017
1998
novembre 29, 2017
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Tomo terzo / volume 2

 

ALIGHIERO BOETTI
CATALOGO GENERALE
TOMO TERZO / VOLUME 2
A CURA DI: Archivio Alighiero Boetti
DIREZIONE SCIENTIFICA: Mark Godfrey
IN LAVORAZIONE

 

 

 

 

LA SECONDA PARTE DEL TERZO TOMO È IN CORSO DI LAVORAZIONE E LA PUBBLICAZIONE È PREVISTA PER LA SECONDA METÀ DEL 2018.

L’attuale direzione scientifica della seconda parte del Terzo Tomo è affidata a Mark Godfrey, giovane curatore della Tate Modern e stimato storico dell’arte (autore di una recente monografia su Alighiero Boetti e co-curatore della mostra Game Plan, che ha visto l’opera di Alighiero Boetti nelle tre sedi Tate, Moma e Reina Sofia). Nel riprendere, con entusiasmo e stima, le redini del lavoro sul Catalogo Generale, Godfrey ha evidenziato la continuità con l’impostazione metodologica dei suoi predecessori Anne Marie Sauzeau e Jean-Christophe Ammann, scomparsi recentemente, nel 2014 e nel 2015, i quali hanno dato corpo non solo ai precedenti volumi, ma hanno fornito l’impronta strutturale per la possibile classificazione dell’opera tutta di Alighiero Boetti. Al tempo stesso, il curatore inglese, ha ridefinito e aggiornato i confini della pubblicazione in un’accezione più moderna, legata a nuove interpretazioni dell’opera.

Il Comitato d’Onore, che offre il suo benestare e la sua supervisione, è composto da Lynne Cooke, Sir Nicholas Serota, Philippe Vergne e Achille Bonito Oliva, mentre il Comitato Scientifico da Carolyn Christov-Bakargiev, Hans Ulrich Obrist, Laura Cherubini e Giorgio Verzotti.

Questa seconda parte segue, ovviamente, l’arco cronologico della prima, dal 1980 al 1987, ma le opere sono di natura del tutto diversa. Rispetto alle Biro e agli Aerei, ai Grandi ricami, così come alle Mappe, i lavori, oggetto di studio di questo nuovo volume, sono più ‘personali’, a volte privati, spesso realizzate da AB senza delega e costituiti per lo più da opere su carta. Una grande quantità di fogli, di dimensioni e iconografie eterogenee, è al centro di anni cruciali per l’artista – spesso riflettendone i mutamenti – che vede preclusa la possibilità dell’Afghanistan (solo nel 1986 avvierà una nuova possibile produzione in Pakistan), che subisce rivolgimenti nella vita personale (tra cui la dolorosa separazione da AMS) ed un cambiamento nel giro di gallerie, e dunque del mercato, rispetto agli anni Settanta. Un decennio complesso, di vuoti e di impasse, che sfocia in una nuova vitalità creativa e una ‘rivoluzione’ di nuovi cicli (la Natura è una faccenda ottusa, le Calligrafie, le Copertine, le Clessidre cerniera e viceversa, ecc).

Oltre alle opere su carta, nella seconda parte, saranno presenti, anche i piccoli ricami (che testimoniano e ricostruiscono l’inizio della produzione in Pakistan evidenziandone il tentativo di continuità e al contempo i cambiamenti rispetto ai ricami degli anni ‘70), le edizioni (più esigue rispetto al decennio precedente) e i ‘remake Arte Povera’, ovvero un nucleo di opere in cui AB rifà, soprattutto in occasioni di mostre, le opere distrutte o disperse o non più di sua proprietà degli anni 60 e 70 e in particolare dell’Arte Povera.

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